Il Vaticano è una regione posta a destra del Tevere, sede del più importante monumento della Roma cristiana. Il nome di Vaticano fu dato a questa zona di Roma, secondo Gneo Gellio, perchél luogo dedicato ad aruspici e ad auguri, o, secondo Marco Terenzio Varrone, o perché luogo sacro al Dio dal vagito puerile. La tradizione dei vaticini risalirebbe, secondo alcuni storici, a quando la regione era etrusca; successivamente i cristiani purificarono il colle, innalzandovi una chiesa in onore di S. Giorgio, il santo estirpatore delle superstizioni pagane.
Il Vaticano può distinguersi in campo Vaticano, parte pianeggiante prolungata nella regione detta dei Prati ed in colle Vaticano. Quest'ultimo è detto Monte Aureo, Monte d'oro, Montorio, dal colore delle sabbie, simili all'oro che lo compongono.
La più antica strada della regione Vaticana fu forse la Cornelia (di età repubblicana), che attraversava il Tevere sul ponte di legno là ove fu poi fatto il ponte Gajano, e che poi, percorrendo all'incirca la Spina fra gli odierni Borgo Vecchio e Borgo Nuovo, tagliava quasi a metà la pianta dell'attuale San Pietro, dirigendosi al Gianicolo e congiungendosi infine coll'Aurelia.
Costruzioni che si succedettero sull'Ager Vaticanus.
Caligola (da 37 anni a 41 dell'E. V.), vi costruì, un grande circo (circus Gajanus) fra le pendici sud del colle Vaticano e quelle nord del Gianicolo. Il circo fu terminato da Nerone 54-68 E. V. (circus Neronis), e divenne celebre per le atrocità che vi subirono i Cristiani. L'obelisco posto sulla spina del circo di Nerone è ora situato in mezzo alla piazza S. Pietro.
Contemporaneamente alla costruzione del circo, fu costruito un ponte sul Tevere di pietra o di travertino, in luogo del ponte di legno (pons Gajanus o pons Trionphalis od anche ponte Valicano).
Successivamente sorsero nel campo Vaticano grandi fabbricati: i bagni di Nerone o il palazzo di Nerone.
Adriano (117-138) vi fece costruire il Mausoleo, terminato da suo figlio adottivo Antonino (138-161) ed il ponte che vi dava accesso, ancora esistente (ponte Elio). La mole Adriana sarà stata congiunta col circo di Nerone da un ramo di strada, che diremo Cornelia, perché era un prolungamento verso est della strada Cornelia precedentemente accennata.
Agli anni di Nerone ed Adriano risale la costruzione della strada Trionfale che si stacca tuttora, dalla via Cassia alla località ora detta la Giustiniana e, che, scavalcato Monte Malo (Monte Mario), scendeva ad imboccare il ponte di Gajano. Era la strada percorsa nel loro trionfo dagli imperatori Vespasiano e Tito, e dopo loro, da tutti gli imperatori trionfatori. Da allora il ponte di Gajano si chiamò ponte Trionfale, del quale anche oggi si vedono alcuni piloni nel Tevere, un poco a valle del nuovo ponte Vittorio Emanuele II.
Nel campo Vaticano, contemporaneamente al circo di Nerone ed al Mausoleo di Adriano, sorgevano:
il circo d'Adriano, posto, secondo alcuni a nord e, secondo altri, a ovest del Mausoleo;
la meta di Scipione, o sepolcro degli Scipioni o di Romolo.
il terebinto di Nerone, Un albero secolare che si sarebbe elevato, fra le due mete e nel quale secondo il BIONDO sarebbe stato martirizzato S. Pietro. Questo therebintus, che, era il rudere di un grande sepolcro romano, era vicino ad un altro detto pure nei secoli di mezzo la meta Romuli, sepolcro che aveva la forma piramidale, ecc. ";
la naumachia, luogo per spettacoli navali, della cui esistenza non vi ha dubbio. ma é dubbia la sua posizione. Probabilmente si stendeva ai piedi del colle Vaticano dal lato est; ed infatti si trovano in alcune cronache e notizie medioevali, le seguenti espressioni Sant'Eligio ad naumachia, per indicare l'antichissima chiesetta che al presente si apre verso via Angelica e, un tempo, si apriva verso il Vaticano; borgo S. Angelo ad naumachia o St Angelo in naumachia;
il tempio di Apollo (?) posto forse presso il circo neroniano, fra esso ed il colle Vaticano ;
il tempio di Marte (?) posto fra il circo predetto ed il colle gianicolense, quasi in posizione simmetrica al tempio precedente, rispetto al circo.
S. Pietro.
S. Pietro fu a Roma, secondo l'opinione più verosimile, l'anno di salute 43°; vi stabilì il seggio vescovile, andò al Concilio di Gerusalemme ; ritornò a Roma ove subì la persecuzione insieme ai Giudei nell'anno 48. Combatté Simon Mago e morì con S. Paolo, pare il 29 giugno fra il 65 e il 67, durante l'impero di Nerone. S. Paolo ebbe mozza la testa; S. Pietro fu crocefisso, domandando per grazia di avere la testa in basso, affinché il suo supplizio fosse differente da quello del suo Divin Maestro.
Governò la chiesa di Roma circa 24 anni 1 mese e 9 giorni, cosi come rilevasi dal Catalogo di papa Liberio (352-354).
La tradizione medioevale narra che papa S. Anacleto (106 d.C.) eresse, un oratorio in onore a S. Pietro vicino al luogo del martirio, e che nei pressi furono seppelliti altri martiri cristiani. Si era costituito così nei pressi del colle Vaticano un piccolo cimitero cristiano, in cui gli imperatori, proibirono le inumazioni. Così le reliquie dei papi e di S. Pietro furono trasportate alle Catacombe di S. Sebastiano sulla via Appia.
Costantino il Grande nell'anno 324, dopo la vittoria su Massenzio, eresse a Roma molte basiliche e, fra tutte, la più importante fu quella di S. Pietro, eretta sopra il sepolcro del santo. Per l'occasione, papa, S. Silvestro, fece esumare le spoglie del santo, e le fece porre in una cassa d'argento, inserendola poi in un'altra di bronzo dorato, sormontata da una croce d'oro con questa iscrizione: COSTANTINUS AUGUSTUS, HELENA AUGUSTA. Costantino stesso, deposti gli abiti imperiali, scavò colle proprie mani il suolo dove fu sepolta la cassa, ricoprendola con terra portata dalla Palestina. In tal modo fu costituita la confessione della vecchia basilica, che corrisponde anche alla nuova, consacrata da Papa Silvestro, con grande solennità, il 18 novembre dell'anno 324. Ma la gloria di ultimare il grandioso lavoro toccò al figlio di Costantino, Costante, nell'anno 349 essendo papa S. Giulio I (337-352). I pontefici che si avvicendarono poi al soglio pontificio abbellirono, ampliarono e restaurarono più volte la basilica. Vanno ricordati in modo speciale: S. Simmaco (498-514), S. Gregorio I (590-604), Onorio I (624-640), S. Adriano I (772-795), S. Leone III (795-816), S. Leone IV (847-855), Alessandro III (1159- 1 181), Innocenzo III (1198-1216), Nicolò III (1277-1281), Bonifazio VIII (1294-1303), Bonifazio IX (1389-1404), MartinoV (1417-1431), Eugenio IV (1431-1447). Nel 1450 papa Nicolò V, decise di ricostruire la basilica ormai pericolante. Bernardo Rossellino comincio il lavoro nel 1452 dietro l'abside vecchia; e proseguì i lavori di restauro sotto Paolo Il, sospendendoli sotto i Papi successivi. Nel 1503 salì al seggio pontificio Giulio II, che può dirsi il terzo fondatore di S. Pietro. Questi accettò il progetto del Bramante, ed il 18 aprile 1506 pose la prima pietra del pilone ora detto della Veronica.
Ai lavori di restauro si avvicendarono nel tempo, molti artisti, tra i quali citiamo: Bramante, Giuliano da Sangallo, Raffaello, Fra Giocondo, Baldassarre Peruzzi, Antonio da Sangallo, Michelangelo, Vignola, Pirro Ligorio, Giacomo Della Porta, Domenico Fontana. Maderno, Bernini, i quali oscillarono fra le due soluzioni da dare alla pianta della basilica: quella a croce greca o quella a croce latina. Finalmente nel 1636 il più grande tempio del mondo fu consacrato da Urbano VIII.
Il Rione Borgo
La parola borgo deriva, da burg parola sassone o tedesca che significa città o centro abitato in genere. I Sassoni chiamarono burg il gruppo di edifici costituente la loro scuola, fondata nell'ottavo secolo. Successivamente il nome passò a tutto il complesso di case e di chiese che sorsero intorno a S. Pietro (città Leonina) e che Leone IV cinse di mura. Infine Sisto V (1585-1590) ne fece il XIV rione di Roma, detto anche ora Rione Borgo. Attorno alla basilica di S. Pietro sorsero, chiese, monasteri, ospizi, scuole, case di addetti alle chiese e di mercanti. Contemporaneamente nelle chiese, e nei monasteri si accumularono ingenti ricchezze. Per questo motivo Borgo fu, più che ogni altra parte di Roma, meta agognata di predoni barbari o Saraceni, che la saccheggiarono nel sec. VIII e IX. Leone IV (847-855) fece cingere allora Borgo da un'alta muraglia, Il recinto Leoniniano, segnato con tutti i particolari nelle mappe medioevali. Il tratto di mura che unisce il Vaticano a Castel S. Angelo, in particolare, è conosciuto col nome di Corridoio o di Passetto, perché Giovanni XXIII (1410-1417), vi praticò un passaggio in cui il papa poteva, transitarvi senza pericolo. Si svolgeva poi il recinto delle mura lungo il lato sud di Borgo, fino a Porta Settimiana (S. Spirito), per prolungarsi fino al Tevere. Una sola, era l'arteria longitudinale di comunicazione fra Roma, o fra la piazza da noi detta Adriana e S. Pietro: la Portica. Il primo ingrandimento della città Leonina si deve a Niccolò III (1277-1281) il quale si limitò a rinchiudere un'area del colle Vaticano per ingrandire il giardino papale, mentre le fortificazioni leoniniane furono rafforzate da Nicolò V (1447~1455) ed Alessandro VI (1492- 1503). Paolo III, sollecitato dal timore di assalti mussulmani di Solimano Il e dal suo emissario Barbarossa, rafforzò la cinta verso sud, ovest e nord, portandola in fuori rispetto a quella di Leone IV e di Nicolò V. Quando morì il papa era stata costruita, ma non terminata la porta S. Spirito; erano stati condotti due grandi bastioni laterali, uno fino al Tevere ed uno sul colle ove, l'indebolito recinto leoniniano, aveva consentita l'irruzione dei soldati del Connestabile di Borbone nel 1527. Contemporaneamente era cominciato l'imponente bastione detto del Belvedere a nord-est del giardino vaticano, attribuito a Michelangelo che si fregia dello stemma di casa Farnese. Il lavoro. interrotto alla morte del papa fu continuato, da Paolo IV (1555-1559), Pio IV (1559-1566), Pio V (1566-1572). Paolo IV, in particolare, costruì i bastioni di Castel S. Angelo, a difesa della città Leonina ad est, e Pio IV ingrandì la città leonina, congiungendo il bastione di Belvedere colle fortificazioni di Castello e dando luogo a tre nuovi borghi o vie longitudinali: Borgo Pio, Borgo Vittorio, Borgo Angelico. Così si mantenne Borgo fino a pochi anni or sono, quando, per l'ingrandimento di Roma, furono annessi a Borgo, i Prati di Castello, formando un solo nucleo cittadino: Borgo-prati, che comportò l'abbattimento delle mura di Pio IV.