28 marzo 1483 nasce nella casa paterna di Giovanni Santi, pittore e letterato alla corte del duca Federico da Montefeltro in Urbino.
1485 Muore il fratello.
1491 Muore la mamma Magia, insieme alla sorellina.
1 agosto 1494 Muore il padre Giovanni, lasciandolo orfano di undici anni.
In questo periodo della sua vita, Raffaello perfeziona il suo apprendistato alla luce delle indicazioni che Cennino aveva indirizzato a tutti i pittori d'Italia:
Sappi che non vorrebbe essere men tempo a imparare: come prima studiare da piccino un anno a usare il disegno della tavoletta; poi stare con maestro a bottega, che sapesse lavorare di tutti i membri che appartiene di nostra arte; e stare e incominciare a triare dè colori; e imparare a cuocere delle colle, e triar dè gessi, e pigliare la pratica dell'ingessare le ancone, e rilevarle e raderle; mettere d'oro; granare bene; per tempo di sei anni. E poi, in praticare e colorire, a ornare di mordenti, far drappi d'oro, usare di lavorare di muro, per altri sei anni, sempre disegnando, non abbandonando mai né in dì di festa, né in dì di lavorare.
10 settembre 1500 A soli diciassette anni firma un contratto insieme al socio, Evangelista da Pian di Meleto, con Andrea Baronci per una pala d'altare nella chiesa di Sant'Agostino in Città di Castello.
Da Urbino all'Umbria: La competizione col Perugino e lo "Sposalizio della Vergine"
1499 E' commissionato al Perugino un dipinto per un altare del Duomo di Perugia, raffigurante lo "Sposalizio della Vergine".
Filippo Albizzini, nobile di Città di Castello, chiese a Raffaello di dipingere una pala con lo stesso soggetto commissionato al Perugino pochi anni prima.
Dopo il trionfo dello "Sposalizio della Vergine", Raffaello firma l'appalto per una "Incoronazione della Vergine", commissionatagli da una delle prime famiglie patrizie della città, per la loro cappella in San Francesco a Prato.
L'iconografia del quadro si ispira all'Assunzione della Vergine dipinta da Pinturicchio nella cappella di Santa Maria del Popolo a Roma.
1504 Raffaello ottiene da Giovanna Feltria della Rovere la seguente lettera di raccomandazione destinata a Pier Soderini; essendo allora Firenze sede di massimi artisti:
Sarà lo esibitore di questa Raffaelle pittore di Urbino, il quale avendo buono ingegno nel suo esercizio, ha deliberato stare qualche tempo in Fiorenza per imparare. E perché il padre so, che è molto virtuoso, e è mio affezionato, e così il figliolo discreto, e gentile giovane; per ogni rispetto io lo amo sommamente, e desidero che egli venga a buona perfezione; però lo raccomando alla Signoria Vostra strettamente, quanto più posso; pregandola per amor mio, che ogni sua occorenza le piaccia prestarli ogni aiuto e favore, che tutti quelli e piaceri, e comodi, che riceverà da V.S. li riputerò a me propria, e lo averò da quella per cosa gratissima, alla quale mi raccomando, e offero.
Il periodo fiorentino
1504 Firenze, dopo la cacciata dei Medici, è un fiorire di iniziative culturali, alimentate anche dalle mire egemoniche della borghesia.
La signoria, tentando di opporsi alle mire egemoniche di natura familiare, aveva commissionato la decorazione delle pareti della Sala del Maggior Consiglio a Palazzo Vecchio a Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti, i due giganti dell'arte italiana.
Nel periodo fiorentino, Raffaello dipinge la Madonna dei Garofani, oggi alla National Gallery di Londra, mostrando chiari riferimenti ai canoni leonardeschi della Madonna Benois.
Nello stesso periodo dipinse la Deposizione Baglioni, riprendendo il motivo della torsione michelangiolesca del Tondo Doni
nella figura di una donna inginocchiata che si avvita su se stessa per accogliere il corpo svenuto della Madonna. Il dipinto è l'allegoria della tragedia che colpì la famiglia che aveva dominato Perugia nel XIV secolo, nella persona di Atalanta Baglioni, moglie di Grifone, figlio di Braccio, capostipite del casato.
1503-1506 Gli viene commissionata la Incoronazione della Vergine da Leandra Oddi.
Contemporaneamente lavora alla pala per la famiglia Dei, che, con la Sacra conversazione sarebbe stata esposta nella chiesa di Santo Spirito, a Firenze.
21 aprile 1508 Mentre era intento a ultimare la pala Dei, Raffaello scrisse a suo zio Simone Ciarla a Urbino la seguente lettera:
... Io scrissi l'altro dì al zio prete che me mandasse una tavoletta che era la coperta de la Nostra Donna de la profetessa. Non mel'à mandata. Ve prego voi li faciate sapere quando c'è persona che venga, che io possa satisfare a Madona, ché sapete adesso uno averà bisognio di loro (...) Averia caro se fosse posibile d'avere una letera di recomandatione al gonfalonero di Fiorenza dal S. prefetto. E pochi dì fa io scrisse al zeo e a Giovano da Roma me la fesere avere; me faria grande utilo per l'interesse de una certa stanza da lavorare, la quale tocha a sua S. de alocare. Ve prego se è posibile voi me la mandiate, ché credo, quando se dimandarà al S. prefetto per me, che lui la farà fare, e a quello me ricomandate infinite volte como suo anticho servitore e familiare.
Il periodo romano
Così come per conquistare Firenze, Raffaello si rivolse a Giovanna da Montefeltro, per preparare il suo arrivo a Roma, l'artista ottenne l'appoggio di suo figlio Francesco Maria della Rovere, duca di Urbino.
1508 maggio Fu inoltrata la lettera di presentazione, e
13 gennaio 1509 Il nome di Raffaello compare già nel registro dei pagamenti della camera apostolica.
18 Aprile 1506 Papa Giulio II posa la prima pietra della nuova basilica di S. Pietro.
In questo periodo, Donato Bramante, collaborò con papa Giulio II nel ridare alla città l'immagine antica e gloriosa della Roma Imperiale.
Contemporaneamente Michelangelo ornava la Cappella Sistina di corpi apollinei e progettava la tomba di Giulio II, arricchendola di statue e fregi architettonici degni più della tomba di un imperatore romano che di un papa.
Per la decorazione delle pareti della cappella Sistina, furono chiamati a Roma: Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma da Vercelli, il Bramantino da Milano insieme a Cesare da Sesto, Lorenzo Lotto da Treviso, Jacopo Ripanda da Bologna, Baldassarre Peruzzi da Siena, nonché il Perugino e Luca Signorelli dall'Umbria.
Nell'inverno del 1509 Raffaello inizia la decorazione della stanza della Segnatura con la Disputa del Sacramento prima e con la Scuola di Atene poi. La stanza era detta della Segnatura perché in essa vi si segnavano i brevi apostolici. Per questo motivo, mentre il tondo della volta contiene un'allegoria della giustizia, la lunetta raffigura le tre virtù, Prudenza, Forza, Temperanza, e la parte inferiore con due scene distinte: Gregorio IX, approva le Decretali e Triboniano consegna le Pandette a Giustiniano, simboli rispettivamente della legge della chiesa e di quella secolare.
1512 Inizia gli affreschi della stanza di Eliodoro, dipingendo la Cacciata di Eliodoro dal Tempio, risposta allegorica del papa Giulio II al concilio scismatico voluto dai cardinali francesi.
L'altro dipinto raffigurante la Liberazione di S. Pietro, è una difesa delle campagne militari del papa tendenti a liberare l'Italia dal giogo straniero.
L'affresco raffigurante la Messa di Bolsena, a forma piramidale, con al vertice il papa Giulio II e alla base i nobili romani, è un'espressione figurata della raggiunta Pax Romana del 1511. Nell'agosto del 1511, infatti, un gruppo di nobili romani capeggiati dal cardinale Pompeo Colonna, tentarono di ribellarsi al papa, il quale però il 28 marzo 1512, reagì accogliendo gran parte delle richieste del popolo romano. Questo cambiamento passò alla storia come Pax romana.
Agostino Chigi ed il palazzo d'amore della Farnesina
1505 Agostino, ricco banchiere senese, commissionò a Baldassarre Peruzzi un palazzo ispirato ai canoni architettonici contenuti nei libri di Vitruvio, mentre i motivi delle pitture erano ispirati alle Metamorfosi di Ovidio.
Il Peruzzi, creò annesso al Palazzo, posto vicino alla Porta Settimiana, sotto il bosco del Gianicolo un giardino molto simile al Paradiso Terrestre.
1511 Agostino, già promesso sposo di Margherita, figlia illegittima di Francesco Gonzaga, si innamora a Venezia, di una giovane e bellissima ragazza, Francesca Ordeaschi, che nel 1512 lo segue nella villa della Farnesina.
1511 Raffaello, ultimata la stanza della Segnatura, inizia i lavori alla Villa della Farnesina. Questi iniziarono dalla parete della Loggia d'inverno dove Baldassarre Peruzzi, aveva dipinto l'oroscopo beneaugurante di Agostino Chigi, Giove in Ariete, la Luna in Vergine, Mercurio in Scorpione, e il Sole in Sagittario. La decorazione all'antica era stata proseguita da Sebastiano del Piombo, il quale fu incaricato di dipingere, tra l'altro, un Polifemo in cui si doveva riconoscere Agostino, follemente innamorato della ninfa Galatea. Raffaello dipinse Galatea su una conchiglia trainata da due delfini e circondata da putti alati che tendono gli archi per scagliare le loro frecce d'amore sul corteo trionfale.
20-21 febbraio 1513 Muore Giulio II
11 marzo 1513 Il cardinale Giovanni de' Medici è eletto al soglio pontificio col nome di Leone X.
Leone pretese subito il suo posto nelle celebrazioni pittoriche che Raffaello stava ultimando nella Stanza di Eliodoro. Così sia nell'Incontro tra Attila e Leone Magno come nell'Incendio di Borgo, il volto rubizzo del nuovo papa prese il posto di quello di Giulio II.
12 marzo 1514 Muore Donato Bramante, architetto della fabbrica di S. Pietro. Papa Leone nomina al suo posto Raffaello confermando al suo fianco Giovanni Giocondo da Verona, già collaboratore in S. Pietro del Bramante.
1514 Raffaello accettò l'incarico con entusiasmo, circondandosi di collaboratori quali: Giulio Romano, Giovanni da Udine, Giovan Francesco Penni, e incaricando, per la parte teorica, l'illustre umanista Fabio Calvo da Ravenna, per la traduzione in volgare del De Architectura di Vitruvio. Raffaello contemporaneamente, affrescò la facciata della Cappella Chigi a Santa Maria della Pace, e cominciò a dipingere la stanza dell'Incendio di Borgo in Vaticano
1515 E' nominato Conservatore delle Antichità Romane, mentre lavora ai cartoni per gli arazzi della Cappella Sistina.
1516 Dirige la decorazione dell'appartamento del cardinal Bibbiena in Vaticano.
1517 Raffaello e i suoi collaboratori lavorano alla Loggia di Psiche alla Farnesina (fino al 1518), alle Logge di Leone X (fino al 1519), e al progetto di Villa Madama (i lavori murari si fermano al (1520).
1518 Raffaello comincia La Trasfigurazione (finita nel 1520).
1519 Lettera di Raffaello a Leone X sulla conservazione e la ricostruzione in pianta della Roma imperiale.
1520 Raffaello muore a Roma.