PORTICO DEGLI DEI CONSENTI
RESTAURO E CONSERVAZIONE DEI MONUMENTI NEL PRIMO OTTOCENTO
Nel 1799, in Italia dominava un clima repubblicano e giacobino. Fu così che quasi tutti i cardinali viventi si stabilirono a Venezia sotto la protezione dell’Imperatore Francesco d’Austria. L’Imperatore poté così manovrare il conclave, facendo eleggere il cardinale Barnaba Chiaramonti che assunse il nome di Pio VII (1800-1823). Il 3 luglio, il papa, arrivò a Roma, richiamato da re Ferdinando di Napoli che aveva liberato la città dai Francesi. Uno dei primi atti del pontefice fu la nomina a cardinale del Consalvi, al quale affidava la Segreteria di Stato e la prefettura di varie congregazioni romane. Ma né Pio VII, né il suo segretario poterono arginare la straripante potenza napoleonica. Napoleone pretese, tra l’altro, il suo placet sulla pubblicazione dei documenti papali e sulla residenza in Francia dei nunzi pontifici. Roma, come tante città d’Italia, aveva patito il sopruso napoleonico che l’aveva privata di cento capolavori, ed una delle prime preoccupazioni del papa fu di evitarne altre spoliazioni. Pio VII ripristinò la carica di Ispettore generale delle Belle Arti, chiamando a ricoprirla il migliore scultore del tempo: Antonio Canova. Pio VII migliorò la legislazione in merito ad Antichità e Belle Arti. L’editto del 7 Aprile 1820 ed il regolamento del 6 agosto 1821, costituirono il modello ispiratore d’altre legislazioni europee, a cominciare da quella del 13 maggio 1822, adottata dal regno di Napoli. Sotto il pontificato di Pio VII furono realizzati i primi fondamentali restauri dei monumenti archeologici romani. Sulla metà del secolo Antonio Canova e Luigi Canina condussero studi sull’Appia Antica, procedendo ad alcune sistemazioni. Luigi Canina restaurò il Portico degli Dei Consenti sotto il Campidoglio. Le colonne originarie sono state ricomposte e trattenute da cerchiature di ferro. Colonne di travertino, basi e capitelli schematici, reintegrano le parti mancanti.
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