Sisto IV (1471-1484)
Nacque a Celle di Savona il 21 luglio 1414; fu prima studente e poi docente nell’università di Pavia e Bologna. Fu eletto cardinale nel 1467, e da allora fu nominato superiore dei Francescani. All’inizio del pontificato s’impegnò con zelo nell’organizzazione di una nuova crociata contro i Turchi. La flotta, armata con l’aiuto di Venezia e Napoli, al comando del cardinale Oliviero Carafa, ottenne però scarsi successi in Asia Minore. L’insuccesso della crociata fu dovuto agli intrighi legati al nepotismo. Questa piaga, con Sisto IV, raggiunse vertici mai registrati prima, causando gravi danni allo Stato pontificio. Infatti, sotto il suo papato, furono elevati alla porpora cardinalizia i Francescani Giuliano della Rovere, futuro Giulio II, e Pietro Riario. Questi, ebbe il tempo di sperperare le rendite provenienti da abbazie e vescovadi di Spalato, Siviglia e Valencia, prima di morire a soli ventotto anni, prima di essere sostituito da un altro Riario, Raffaele. Un terzo Riario, Girolamo, ex commerciante di Savona, sposò Caterina Sforza, figlia del duca di Milano, ricevendo il feudo d’Imola.
Fu proprio Girolarno Riario, a trascinare lo zio papa in guerre e intrighi deleteri per lo Stato pontificio. Sisto IV ambiva a creare, per questo nipote un gran principato minacciando in tal modo l'equilibrio politico italiano. A Firenze Lorenzo de' Medici, contrariato con il papa per la mancata elevazione alla porpora cardinalizia del fratello Giuliano, appoggiò i diversi vassalli pontifici contrari alla politica del Papa. Sisto IV allora, per regolare le finanze della Curia, si appoggiò alla fiorentina banca dei Pazzi. Il 26 aprile 1478 fu attuata, com'è noto, la congiura dei Pazzi nel duomo di Firenze, a seguito della quale Lorenzo si salvò, ma il fratello Giuliano restò ucciso. La rivoluzione popolare si rivolse allora non contro i Medici, come speravano i Pazzi, ma contro i congiurati. I membri della famiglia dei Pazzi e l’arcivescovo Salviati di Pisa furono impiccati alle finestre del palazzo della Signoria. Il cardinale Raffaele Riario, che si trovava a Firenze ospite, dei Pazzi, fu imprigionato, e poi rilasciato perché fu riconosciuto del tutto estraneo alla congiura. Sisto IV reagì per la condanna dell'arcivescovo Salviati e per la detenzione del cardinale Riario. Lorenzo de' Medici fu scomunicato e Firenze finì nell'interdetto; si arrivò anche alle armi, ma Sisto IV restò paurosamente isolato. Fortunatamente per lui, i Turchi, nel 1480 attaccarono e conquistarono Otranto, riunendo tutta la cristianità intorno al papa, che sciolse Firenze dall'interdetto e rilanciò di nuovo l'idea della crociata che tuttavia non si realizzò; ci si limitò a rigettare i Turchi a mare e a liberare Otranto.
Intanto Girolamo Riario si alleò con Venezia, promettendogli Ferrara, dove avrebbe eliminato Ercole d'Este. Questi peraltro trovò appoggio nel suocero: il re Ferdinando di Napoli, il cui esercito veniva però sconfitto dalle truppe pontificie-veneziane nel 1482 a Campo Morto nelle Paludi Pontine. Intanto il papa ricorse naturalmente anche alle armi ecclesiastiche, e lanciò l’interdetto su Venezia. La grande repubblica riguadagnò l’appoggio dei suoi alleati, ed egli restò nuovamente isolato e costretto all’umiliante pace di Bagnolo nel 1484.
Intanto a Roma, Girolamo Riario, per sostenere gli Orsini, si era messo contro i Colonna e i Savelli, loro alleati. I cardinali delle due rispettive famiglie, furono rinchiusi in Castel S. Angelo per un anno. Oddone Colonna, il maggiore esponnte della famiglia, fu preso e decapitato, e il palazzo che lo ospitava, fu dato alle fiamme. Nonostante la precarietà delle finanze, le tasse, e il rincaro del pane, Sisto IV, riuscì a tener buono il popolo romano con feste di sapore paganeggiante. Memorabile fu il Carnevale del 1473 in onore del Cardinal Carafa per le magre vittorie sui Turchi, che superò in splendore quello veneziano.
Molte delle spese sostenute da Sisto IV trovarono un concreto scopo nelle opere edilizie compiute a Roma, che dettero alla città rinnovata bellezza. Per questo, il papa, si avvalse dell’opera di validi artisti, entrando fin dall’inizio del pontificato in amichevoli rapporti con i circoli umanistici. Fu riaperta l'accademia Romana e riorganizzato il Collegio degli Abbreviatori. Il Platina, al quale fu commissionata ufficialmente la redazione delle Vite dei Romani Pontefici, fu nominato «custos et gubernator» dell’erigenda biblioteca Vaticana, il cui bibliotecario era il vescovo Giannandrea Bussi di Vigevano. I lavori iniziarono fin dal 1471 e consistettero nel riadattamento di tre grandi sale a piano terra nel corpo degli edifici rimaneggiati trent'anni prima da Niccolò V, abbelliti con dipinti del Ghirlandaio e d’Antoniazzo Romano. La biblioteca fu ufficialmente istituita con la bolla del 15 giugno 1475; l’avvenimento fu immortalato nel famoso affresco di Melozzo da Forlì del 1477, che andò ad abbellire la prima sala della biblioteca. Sisto IV promosse il restauro d’antiche chiese e la sistemazione di nuove. Va ricordato il restauro di S. Maria del Popolo, che assunse in parte il carattere di chiesa sepolcrale dei della Rovere, e la riattivazione del condotto ostruito dell’Acqua Vergine, che fu prolungato dal Quirinale alla Fontana di Trevi. E inoltre la ristrutturazione dell’Ospedale di S. Spirito, il rifacimento del lastricato delle vie principali della città, e il ponte che da lui si chiamò Sisto; tutto con il proposito di rinnovare Roma in occasione dell’Anno Santo. Non può infine essere dimenticata la cappella Sistina, fatta costruire nel Palazzo Vaticano espressamente per le funzioni religiose del papa. I maggiori pittori del tempo furono invitati ad abbellirla, da Mino da Fiesole a Sandro Botticelli, da Domenico Ghirlandaio a Pietro Perugino, da Luca Signorelli al Pinturicchio, Michelangelo avrebbe poi completato l’opera con i suoi capolavori. Sisto IV morì il 12 agosto 1484 e fu sepolto in un sepolcro monumentale, considerato il capolavoro d’Antonio Pollaiolo, trasferito poi nelle Grotte Vaticane.