Antonio da Sangallo il Giovane (1485-1546).

 

Alla morte del Bramante (1444-1514), per suo stesso desiderio e perché il suo piano fosse rispettato, fu eletto successore nella fabbrica di S. Pietro, il più fedele seguace dei suoi canoni artistici: Raffaello Sanzio. Non avendo costui le conoscenze tecniche necessarie ad un costruttore, fu affiancato da Giuliano da Sangallo (1) e Fra Giocondo da Verona (2). I tre maestri mutarono la pianta della Basilica di S. Pietro da croce greca a croce latina, rivoluzionando il piano di Bramante che mirava a collocare al centro delle quattro braccia della croce, il mausoleo di Giulio II. Questo mutamento della pianta, ed il rafforzamento dei quattro piloni costruiti da Bramante, sottodimensionati rispetto al peso della cupola, rallentarono i lavori di costruzione della basilica. Intanto il papa non approvò né il disegno di Raffaello perché giudicato troppo ricco e costoso; e né l'altro eseguito da Baldassarre Peruzzi, giudicato dal Vasari superiore a tutti, ma che non poté essere eseguito per le vicende legate al Sacco di Roma (3).

Assunto al trono Paolo III, ed essendo morto il Peruzzi; l'incarico della fabbrica fu affidato ad Antonio da Sangallo il Giovane. Antonio, nel 1538, oltre a disegnare il suo progetto, ne fece un modello di legno che misura 11 metri di lunghezza e 8 d’altezza per un costo di 5184 scudi d'oro (circa 400,000 lire).

Sangallo si attenne al concetto di Raffaello, allontanandosi dal disegno del Bramante, e introducendo nel progetto della facciata elementi che sembrano ispirati al gotico. Morto il Sangallo (1546), Michelangelo, succedutogli nella direzione della fabbrica, ritornò al disegno di Bramante, semplificandolo maggiormente, sopprimendo tutte le membrature, e facendolo più grandioso, più maestoso.

II genio del Buonarroti, aiutato dall'oro e dalla potenza dei papi, concepisce una mole ciclopica: enormi masse, muraglie colossali, pilastri giganteschi; semplifica, sopprime il superfluo, e di tutta la chiesa fa un gran piedistallo a sostegno della cupola. Questa non è più la piatta calotta del Pantheon che Bramante voleva imitare, ma è sorella di quella di S. Maria del Fiore, si eleva alta ed elegante sormontata dalla lanterna, che coronandola con la sua snella linea le dà uno slancio che pare abbia la forza ascensionale di una guglia gotica. Michelangelo aveva fatto eseguire del suo progetto un modello di legno che servì poi ai successori, per condurre a termine l'opera: quando egli morì (1564) la cupola era già innalzata fino a tutto il tamburo, e i tre bracci, minori erano compiuti.

Giacomo Della Porta e Domenico Fontana elevarono la cupola, e il Fontana da solo la lanterna; e continuarono la costruzione del braccio anteriore della basilica, che secondo il concetto di Michelangelo, doveva essere a croce greca.

 

(1) Antonio da Sangallo il Giovane (1485-1546)

Opere: S. Maria di Loreto al Foro Traiano (1507);

Palazzo Palma Baldassini, Roma (1520);

S. Giovanni dei Fiorentini, Roma (1527);

Palazzo Farnese, Roma (1534);

Palazzo Sacchetti, Roma (1542);

Architetto in capo di S. Pietro, Roma (dal 1520);

Cappella Paolina, Vaticano (1540).

(2) Fra Giocondo da Verona (1433-1515)

Opere: Cappella del Pontano; Napoli (1489-93);

Pont de Notre Dame, Parigi (1495- 1505);

Pubblicò la prima edizione illustrata di Vitruvio;

Architetto di S. Pietro con Raffaello (1514).

(3) Clemente VII 81523-1534)

*6 maggio 1527, i Lanzichenecchi, agli ordini di Carlo di Borbone misero a ferro e a fuoco la città di Roma.

*5 giugno, cade Castel S. Angelo e lo stesso papa è fatto prigioniero e riuscì, grazie alla compiacenza di alcuni ufficiali, a fuggire dalla città attraverso il Passetto, travestito da ambulante.

 

 

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